Tiroide e metabolismo
La tiroide: il regolatore del metabolismo
Nel momento in cui si ha la necessità di accertare la funzionalità della tiroide si fa riferimento agli ormoni TSH, T3 e T4 (gli ormoni T1 e T2 non sembrano avere un effetto metabolico particolare, a parte il T2 che eserciterebbe il suo effetto solo a livello epatico, muscolare e del grasso bruno. C’è poi la calcitonina, che ha un ruolo nell’omeostasi del calcio e del fosforo agendo a livello osseo e renale). A livello fisiologico, il T4 può essere considerato un pro-ormone che viene convertito in T3, che è il vero ormone tiroideo biologicamente attivo. Se si registra un valore basso di TSH, a fronte di alti livelli di T3 e T4, è molto probabile che vi sia un quadro clinico di ipertiroidismo, quindi un’attività eccessiva della tiroide. Si parla di ipotiroidismo, invece, nel momento in cui l’ormone tireotropo è alto e il T3 e il T4 sono bassi. Inoltre, rilevare i valori di TSH permette di monitorare se la terapia a cui si ricorre per curare l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo funziona o meno.
Gli ormoni tiroidei permettono all’organismo di trasformare il glucosio e gli acidi grassi in energia. Se c’è carenza di questi ormoni, i primi sintomi sono la stanchezza e la tendenza a ingrassare. Alcuni sintomi di ipotiroidismo sono:
- Aumento di peso
- Aumento della fatica, specie al mattino
- Perdita di capelli e pelle secca
- Faccia e occhi gonfi
- Stipsi, nausea
- Mestruazioni dolorose e prolungate
- Irritabilità, ansia, depressione, insonnia
- Aumento della pressione sanguigna e del colesterolo
- Brividi, sensibilità al freddo; convulsioni
- Rallentamento dell’eloquio e dei movimenti
- Depressione ed emicrania
Nel caso di eccesso di ormoni tiroidei, possono presentarsi alcuni di questi sintomi:
- Faccia allungata
- Pelle e capelli untuosi
- Mani e piedi caldi
- Dita tremolanti
- Tachicardia
- Perdita di peso
- Fatica con debolezza muscolare
- Disordini del sonno. Insonnia
- Nervosismo e ansia
- Eccesso di calore e sudorazione
- Diarrea
- Disordini mestruali
Relativamente ai valori del TSH, una diminuzione dello stesso può essere dato da: ipertiroidismo primario, ipopituitarismo, ipercortisolismo, depressione, anoressia/cachessia. Un suo aumento, invece, da: ipotiroidismo primario, tiroidite di Hashimoto, TSHoma (tumore ipofisario), resistenza periferica agli ormoni tiroidei, secrezione ectopica di TSH (da cancro al polmone o alla mammella). Un leggero segno di innalzamento è il primo segno di una tiroide lenta ( 15
Altro ormone da considerare è l’RT3 o T3 inverso Esso è un metabolita del T4, che aumenta con l’età o in particolari condizioni. Di fatto, può superare i livelli di T3 e inibire così quasi tutti i recettori a livello dei tessuti, provocando sintomi tipici per ipotiroidismo: mani e piedi freddi, sensazione di freddo, stanchezza, fiacca, dolori articolari, fatica ad alzarsi al mattino, ritenzione idrica specie agli arti inferiori. Oltre a rallentare il metabolismo l’RT3 in eccesso porta a un aumento della produzione di radicali liberi e di citochine infiammatorie, con stimolazione dello stato infiammatorio.
Fitoterapia applicata
Ipotiroidismo
La ricerca scientifica ha individuato delle sostanza vegetali in grado di convertire il T4 in T3, che è l’ormone attivo. Di seguito segnaliamo due piante che possono essere efficacemente impiegate allo scopo (Biogroup, cit.):
1. Coleus (Coleus forskohlii Brit.) radici
– Principi attivi: forskohlina
Chiamata anche menta indiana o boldo falso, questa pianta, molto usata in medicina ayurvedica, favorisce la fisiologica funzione termogenica. Oltre a questa azione termogenica, attraverso l’aumento del messaggero intracellulare cAMP, la forskohlina presente nel coleus stimola l’attività
dell’enzima T45-deidionasi, che attiva l’ormone tiroideo T3 che, attraverso la sua azione termogenetica, induce perdita di grasso corporeo eccessivo. In forma di E.S., può essere assunta alla dose di 800 mg pro die.
2. Guggul (Commiphora mukul Hook) resina
– Principi attivi: guggulsteroli
La resina di questa pianta è comunemente indicata come agente ipocolesterolomizzante e ipolipemizzante. Tuttavia, risulta molto utile in caso di ipotiroidismo, grazie alla sua capacità di aumentare i livelli di ormone T3, favorendo la conversione di T4 in T3 a livello epatico e, presumibilmente, stimolando direttamente la tiroide. Può essere assunta alla dose di 400 mg al giorno, in E.S..
3. Edera (Hedera helix L.) foglie
– Principi attivi: saponine triterpeniche, flavonoidi, poliacetileni, steroli, sali minerali, ossalato di calcio
L’edera è una pianta rampicante, sempreverde, molto comune. Ha proprietà astringenti, antispasmodiche ed espettoranti (utile, quindi, nei sintomi bronchiali e delle prime vie aeree). La ricerca scientifica attribuisce a questa pianta anche il ruolo di stimolante tiroideo, utile per il trattamento dell’obesità. Si può assumere in E.S. alla dose di 100 mg al giorno
Ipertiroidismo
Nell’ipertiroidismo possiamo usare due piante che sono indicate anche nell’eccesso di prolattina: Il Marrubio e il Migliarino (di cui abbiamo già accennato). A queste possiamo aggiungere la Melissa (Biogroup, cit.)
Melissa (Melissa officinalis L.) foglie
– Principi attivi: flavonoidi, olio essenziale, polifenoli
Tradizionalmente, la Melissa viene usata per contrastare ansia, irrequietezza e instabilità emotiva e nei disturbi psicosomatici, specialmente a livello gastrointestinale, grazie alle sue proprietà antispasmodiche. Gli studi recenti hanno però messo in luce anche la sua capacità di antagonizzare gli effetti stimolanti del TSH, probabilmente attraverso l’inibizione del legame del TSH con le membrane delle cellule tiroidee.
